I nuovi servizi della Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” - di Luciano Carcereri

scritto 17 May 2009 da M. Morena Ragone

Come promesso, iniziamo la pubblicazione degli atti del convegno del 23 aprile. Colgo l’occasione per ringraziare ancora i nostri gentili relatori, che spero di incontrare ancora nelle prossime future attività di Puglia Creativa.

Qui di seguito, l’intervento del dott. Luciano Carcereri - Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi”.

I nuovi servizi della Biblioteca nazionale “Sagarriga Visconti Volpi”

Le biblioteche stanno vivendo, da trent’anni a questa parte, un profondo cambiamento legato all’irruzione, nel loro secolare, lento e sostanzialmente ripetitivo modo di essere, della rivoluzione informatica e telematica, che le costringe a mutamenti di rotta e a stimolanti riflessioni sulla natura delle raccolte di documenti, di libri e sulle modalità di comunicazione del sapere e delle conoscenze. I documenti e i libri sono soprattutto dotati di una materialità che deve giocoforza fare i conti e misurarsi con l’usura del tempo e dell’ambiente circostante per potersi proiettare verso un futuro il più possibile remoto, mentre il sapere gode di uno statuto di immaterialità e sembra trovare nei nuovi strumenti tecnologici della scienza dell’informazione quella flessibilità e quella versatilità che gli potrebbero garantire un’utopica eternità.
Se in questo contesto storico, epocale per gli istituti della cultura, si inserisce - è il caso della Biblioteca Nazionale di Bari - il trasferimento della sede in un quartiere periferico, alquanto lontano dai luoghi considerati centro della città, dove si producono e si consumano la cultura ed il sapere, la crisi di identità può determinare ansie e aspettative non sempre appagate. (Ma bisogna anche chiedersi qual è il valore da attribuire ad un paio di chilometri di distanza in quest’epoca di velocità e di pluralità di connessioni).
Il Comune di Bari, intorno al 1990, indica l’ex centro annonario, architettura industriale degli anni Venti del Novecento, comprendente il macello, il frigorifero comunale e il mercato ittico, in stato avanzato di degrado, ma sufficientemente ampio e sicuramente interessante per un progetto di recupero finalizzato alla creazione della Cittadella della Cultura, quale complesso da destinare a nuova sede della Biblioteca Nazionale, dell’Archivio di Stato e di contenitori idonei alla promozione di attività culturali della cui carenza la città soffre gravemente.
La Direzione Generale per i beni librari individua le fonti di finanziamento dell’opera e la Soprintendenza per i beni architettonici della Puglia progetta e dirige i lavori per il restauro conservativo e il recupero funzionale del complesso architettonico. Si prevede la destinazione del frigorifero municipale e del mercato ittico quale sede della Biblioteca, mentre il macello comunale diviene contenitore dell’Archivio di Stato e di un auditorium capace di circa 200 posti.
La struttura restaurata viene consegnata all’inizio del 2004 e la Direzione Generale per il beni librari procede all’affidamento, mediante pubblico incanto, degli appalti per le scaffalature compatte nei depositi della Biblioteca, per l’impianto di movimentazione dei libri, per gli arredi delle sale di lettura e degli uffici e per la rete telematica di tutta la struttura. Nel mese di maggio del 2006 viene affidato anche l’appalto del trasloco della Biblioteca, realizzato in tempi da record e con professionalità dall’a.t.i. Cortesi-Premio, e dal mese di agosto dello stesso anno tutto il patrimonio librario, le sale e gli uffici sono ospitati nei due edifici, il frigorifero e l’ittico, che ne costituiscono la nuova prestigiosa sede.
La superficie a disposizione della Biblioteca ammonta a circa 11.500 metri quadri: gli spazi a piano terra e al piano ammezzato dei due edifici sono destinati a deposito librario, mentre tutto il primo piano, collegato mediante una passerella che li unisce, contiene le sale e le aree destinate alla fruizione pubblica. Al primo piano dell’ex-frigorifero, oltre alla grande sala di lettura, si trova un auditorium da 150 posti tecnologicamente attrezzato per convegni e conferenze. Nel primo piano dell’ittico invece sono state realizzate tre sale di studio specializzate (manoscritti e rari, bibliografie e cataloghi e sala periodici). Entrambi i plessi sono dotati, sempre al primo piano, di punti di distribuzione dei materiali librari provenienti dai depositi.
Nelle sale al pubblico si sviluppano circa duemila metri lineari di scaffalatura a disposizione del pubblico, altri mille metri lineari di scaffalatura tradizionale sono stati ricavati nei due depositi destinati ai materiali rari e di pregio e ai manoscritti. Nei magazzini librari invece è stato allestito un impianto di scaffalatura compatta a movimentazione elettrica fornito dalla ditta Bertello che sviluppa una estensione di circa 18.000 metri lineari per il deposito dei libri, compreso il piano ammezzato del mercato ittico, destinato alla collocazione in orizzontale dei volumi delle raccolte di giornali e di grandi formati.
Al piano terra del frigorifero sono collocati anche gli ambienti per l’accoglienza e l’orientamento dei lettori. Postazioni telematiche sono installate in tutte le sale al pubblico per la consultazione del catalogo in linea, dei materiali in formato digitale disponibili sulla rete interna, degli opac nazionali e internazionali e per la navigazione in internet. Sono presenti, nella sala di lettura del frigorifero, anche postazioni attrezzate per non-vedenti e ipovedenti.
Al secondo piano dei due edifici infine sono stati realizzati gli uffici interni della Biblioteca, tutti collegati alla rete telematica e sufficientemente ampi e spaziosi. La struttura è servita da sei ascensori e tutti gli spazi sono percorribili anche da persone diversamente abili.
La bellezza della sede, la sua ampiezza e confortevolezza sono tuttavia controbi-lanciate da alcuni handicap che non vanno sottaciuti: la sede ha senza alcun dubbio una collocazione periferica ed alquanto eccentrica rispetto ad una città come Bari, che ha pur decentrato numerose facoltà universitarie ed istituti di ricerca, ma in direzioni diametralmente opposte. Il quartiere dove sorge la Cittadella della cultura è alquanto degradato e richiede sicuramente un maggiore impegno da parte del Comune per creare le condizioni urbanistiche e di igiene ambientale che non facciano apparire la Cittadella come un’isola, ma la integrino nel quartiere e nel tessuto urbano.
La Biblioteca poi non gode più in alcun modo di quella posizione privilegiata, che aveva nell’Ateneo barese, dove poteva essere frequentata anche estemporaneamente da studenti e ricercatori. L’utente è ora costretto a spostarsi di proposito dai luoghi in cui abita o svolge le sue attività di studio o professionali per recarsi in Biblioteca, dove deve poter trovare servizi efficienti e risposte ottimali alle sue esigenze di ricerca.
La Biblioteca, i cui fondi superano i 400.000 volumi, deve ora darsi un target di utenza più preciso ed una qualità dei servizi certificabile di alto profilo. Deve proporre, alla città, alla regione e a tutte le persone interessate alla consultazione ed alla fruizione delle sue raccolte, anche servizi fruibili in remoto con collegamenti internet e la certezza di una gestione efficace dei servizi in sede, senza quei rallentamenti che possono essere determinati dalle moderne tecnologie, quando non sono correttamente gestite.
Un ruolo fondamentale quale centro bibliografico deve essere assunto dalla Biblioteca nel momento in cui è diventata anche sede dell’Archivio Regionale del Libro, come è stabilito dalla recente legislazione sul deposito legale delle pubblicazioni. È altresì necessario che la Biblioteca acquisti e intensifichi, a livello regionale, un ruolo propulsivo e di ricerca nell’ambito delle attività bibliografiche, della promozione dei servizi bibliotecari e della pubblica lettura.
L’attuazione dei progetti di catalogazione retrospettiva informatizzata e di digitalizzazione di una parte importante dell’emeroteca, finanziati con fondi regionali provenienti dagli accordi di programma quadro, non può che essere un primo momento di ammodernamento e di rilancio dei servizi bibliotecari della nuova struttura su basi di elevato contenuto scientifico e con gli strumenti delle tecnologie avanzate.

L’infomatizzazione e la disponibilità in rete del catalogo
La Biblioteca Nazionale di Bari ha aderito al Servizio Bibliotecario Nazionale nel 1992. Dal 1992 al 2004, cambiando ben due volte l’applicativo informatico, sono state immesse nella base dati SBN di Biblioteca circa 50.000 notizie bibliografiche relative al libro moderno e al libro antico, anche mediante ricorso ad affidamenti in outsourcing di servizi di catalogazione. Nel 2004, ancora nella vecchia sede, è stato adottato l’applicativo Client-Server, implementato dall’ICCU e certamente performante e versatile, ma non sufficiente da solo a dare risposte adeguate ad una piena informatizzazione del catalogo in una sede con spazi limitati ed una rete telematica inadeguata.
Dopo il trasloco della Biblioteca, in 2 anni, dall’11 settembre 2006 all’11 settembre 2008, sono state immesse nella base dati SBN di Biblioteca 170.500 notizie bibliografiche (141.500 libro moderno + 29.000 libro antico) nell’ambito di alcuni progetti di catalogazione retrospettiva affidati a qualificati soggetti esecutori individuati con gara pubblica e finanziati, in parte consistente, dalla Regione Puglia con uno stanziamento previsto nel programma di investimenti definito dall’Accordo di Programma Quadro in materia di Beni ed Attività Culturali per il territorio della Regione Puglia, sottoscritto il 22.12.2003 tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero per l’Economia e le Finanze e la Regione Puglia.
L’opac, il catalogo consultabile in internet, del polo bibliotecario di Terra di Bari, <http://opac.almavivaitalia.it/BA1/index.php>, comprende ora circa 300.000 notizie bibliografiche. 230.000 di queste descrizioni riguardano libri della Biblioteca Nazionale: questo significa che praticamente tutte le monografie a stampa possedute dalla nostra Biblioteca sono ora descritte in una base dati informatica e sono quindi reperibili consultando i cataloghi in linea alimentati dal polo bibliotecario di Terra di Bari, a livello locale, e dall’Istituto Centrale del Catalogo unico delle biblioteche italiane, a livello centrale (http://www.internetculturale.it/moduli/opac/opac.jsp).

L’Emeroteca Digitale Pugliese
Un’altra opportunità di valorizzazione delle raccolte è stato individuata nella digitalizzazione, per la versatilità offerta dai nuovi supporti elettronici alla consulta-zione con l’ausilio delle nuove tecnologie informatiche. Non va sottaciuta la possibilità di consultazione in internet, individuando la propria utenza in una platea di fruitori più vasta e differente da quella dei frequentatori abituali della Biblioteca. Ci si è orientati quindi alla riproduzione digitale di una parte delle collezioni, selezionata per il proprio già elevato valore d’uso, come l’emeroteca storica pugliese, la raccolta dei giornali pugliesi pubblicati tra gli anni Settanta dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.
Questa premessa spiega già in parte perché sia opportuno produrre un surrogato digitale di una collezione di carta, posto che il contenuto informativo della risorsa digitale sia esattamente lo stesso della raccolta originale di documenti, e quindi il valore assoluto dei dati del documento digitale risieda per l’appunto nei contenuti veicolati. Ma la facilità e l’immediatezza dell’accesso a documenti molto richiesti, garantita dalla conversione digitale, corredata da un adeguato, quanto necessario, lavoro di indiciz-zazione, limitato a descrizioni tipo short title e al recupero degli elementi identificativi considerati indispensabili, non è che una delle opportunità offerte. Altre sono garantite di fatto solo dalla riproduzione digitale, quando, come nel caso della digitalizzazione dei giornali della Biblioteca Nazionale di Bari, si sia scelto, per esempio, di fare un trattamento OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) dei testi stampati, una conversione automatica in formato elettronico dei caratteri presenti in formato immagine, che li rende compatibili con i programmi di videoscrittura, sicché risulta possibile la ricerca rapida per stringhe di testo. Diventa possibile quindi una navigazione veloce all’interno di una massa imponente di dati e, naturalmente, l’individuazione di singole parti (un articolo all’interno di un periodico) o di dettagli ancora più minuti. Diventa possibile inoltre soddisfare le richieste di stampe di file, laddove non sarebbe possibile, per ovvie ragioni di conservazione, accogliere richieste di fotocopie di originali, generalmente di grande formato e di consistenza assai fragile. La conversione digitale rappresenta quindi anche una importante risorsa per una adeguata conservazione a lungo termine della preziosa e fragile raccolta di giornali, dal momento che l’offerta del surrogato digitale anche per la consultazione in loco evita agli originali tutti gli stress dell’utilizzo frequente.
Al programma di digitalizzazione dei giornali è stato coordinato in parallelo un importante, preliminare intervento di restauro degli stessi giornali, che, per le precarie condizioni di conservazione originarie, non si sarebbero prestati ad una scansione effettivamente leggibile e, ancor meno, alla conversione in formato elettronico dei caratteri di testo.
Sono state digitalizzate circa 140.000 pagine di giornali, corrispondenti a circa 30 testate singolarmente rilegate e a numerose altre rilegate in volumi miscellanei: “Il Bari”, “Il Piccolo Corriere di Bari”, “Spartaco”, “L’Operaio barese”, “Fra Melitone”, “L’Avvenire delle Puglie”, “L’Avvenire di Bari”, “Sordello”, per citare alcune testate ottocentesche, per giungere poi al “Corriere delle Puglie”, alla “Gazzetta di Puglia”, alla “Gazzetta del Mezzogiorno” (fino al 1951). A questi si aggiunge una serie di rilievo di altri quotidiani di minor durata e di altri giornali a periodicità più ampia, tra i quali meritano una menzione particolare Humanitas, settimanale diretto da Piero Delfino Pesce, e il Cine-sport, settimanale di cinema, spettacolo e sport. Entrambi vantano, nel loro ambito, una durata ed una vitalità di tutto rispetto nel quadro della stampa periodica pugliese.
Un’ulteriore possibilità offerta da questo nucleo omogeneo di biblioteca digitale, creato intorno ad una cospicua raccolta di giornali pugliesi, è quella di costituire colle-zioni virtuali complete, assemblando raccolte parziali disperse in varie localizzazioni.

L’Archivio Sonoro Puglia
Un’altra recente realizzazione che vede coinvolta in prima fila la Biblioteca Nazionale di Bari è l’Archivio Sonoro della musica popolare pugliese - Archivio Sonoro Puglia - consultabile presso la mediateca. L’archivio permette finalmente a tutti gli studiosi pugliesi di consultare, senza affrontare lunghi viaggi, documenti sonori di straordinario valore culturale per la tradizione musicale pugliese: dalle ricerche di Alan Lomax e Diego Carpitella alla documentazione di questue pasquali tuttora in uso alle porte di Bari, dalle registrazioni di Leo Levi del 1964 presso la comunità neo-ebraica di Sannicandro all’esplorazione sulle diverse forme di tarantismo condotta da Ernesto De Martino a metà degli anni ’60 del Novecento. Tra i fondi presenti all’interno dell’ar-chivio possiamo citare il “fondo Giovanni Rinaldi” che, dalla corsa dei buoi di Chieuti al pellegrinaggio al Santuario dell’Incoronata di Foggia, ci tramanda un inedito pano-rama sonoro della parte settentrionale della Puglia alla fine degli anni ’70; il “fondo Profazio” che, oltre a vaste esplorazioni nelle aree interne della Murgia, contiene una grande quantità di documenti, il più delle volte inediti.
Il progetto, proposto da Vincenzo Santoro, è stato promosso dall’associazione Altrosud d’intesa con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Regione Puglia. La Biblioteca Nazionale, sede logica e naturale per la consultazione e l’ascolto di questi materiali si sta comunque attrezzando per offrire a studiosi e ricercatori un valido supporto bibliografico documentario alle ricerche. L’Archivio Sonoro è dettagliata-mente descritto all’url <http://www.archiviosonoro.org/puglia/>.
La Biblioteca Nazionale di Bari offre quindi, nella sua nuova e ampia sede all’interno della Cittadella della cultura, un ampio ventaglio di nuovi servizi e di opportunità di ricerca per ricercatori e cittadini. La sua mission di conservare, accrescere e valorizzare raccolte librarie e documentarie di prevalente carattere umanistico e di interesse pugliese e meridionale è ora sostenuta e rafforzata dai nuovi strumenti informatici e dalla comunicazione in rete.

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